1.8.16

Imperium entra in Delos Digital

Proprio in occasione del quinto anniversario dell'omonima Collana, Edizioni Imperium stringe un accordo con cui confluirà in Delos Digital.
I dettagli sono stati già resi noti da Fantascienza.com e altri siti.
Ringrazio Diego Bortolozzo e Paola Zagato per il cammino intrapreso fin qui, e l'avventura non finisce. Diego Bortolozzo, come curatore della nuova collana presso Delos Digital, continuerà a selezionare per noi ottime storie di fantascienza per esplorare mondi lontani.
Quanto ai titoli esistenti, nei prossimi mesi torneranno tutti disponibili con il marchio Delos Digital.

5.7.16

Sei proprio il mio typo, Simon Garfield

In questo momento sto digitando in un Courier a spaziatura fissa che ricorda una macchina per scrivere, e il post apparirà in un sobrio Georgia disegnato da Matthew Carter negli anni Novanta per una comoda lettura a schermo. Quante volte ci soffermiamo a chiederci da dove vengono questi scarabocchi? Georgia è un carattere "romano", con un tratto che varia leggermente con l'inclinazione e le "grazie", i segnetti che fanno risaltare le estremità dei segmenti. Afferra un libro a caso, o un giornale: almeno nove su dieci sono stampati in un carattere "romano". Dopo mezzo millennio, Claude Garamond sta ancora annuendo soddisfatto.
Qual è stato nel 1957 l'impatto globale dei "sans serif" Univers e Helvetica?
Comic Sans è proprio il male incarnato, o è una font fantastica e azzeccatissima per qualche scopo preciso?
Chi era Eric Gill, che ha prodotto uno dei più bei caratteri da insegne molto prima di Helvetica? E perché qualcuno mi potrebbe togliere il saluto per averlo solo nominato?
In che modo il Gotham, disegnato per la rivista GQ, è stato un veicolo formidabile della campagna elettorale di Barack Obama?

26.6.16

La signora nel furgone, Alan Bennett

La signorina Shephard, la signora nel furgone, è una barbona alta, bislacca e puzzolente. Nel 1971 si è installata con il suo furgone verniciato a pennellate gialle sul vialetto del giardino di Alan Bennett, famoso scrittore e sceneggiatore di Camden Town, e lì è rimasta fino alla morte nel 1989, fra tarme e incrostazioni di ogni cosa.
Alan Bennett è famoso per la narrativa, fiction, che è finzione, falso; ma questa è una cronaca, sono estratti del suo diario. È possibile accettare una signorina Shephard nella propria vita per quasi due decadi?
Sempre pronta ad accettare favori e beneficienza, mai disposta a concedere terreno, lei se ne stava lì, a piegare il mondo alla sua maniera. E il mondo, come ci ha dimostrato la signorina, non ha mica obiettato. Il padrone del giardino, già un famoso sceneggiatore di successo, non ha mica obiettato. Solo una persona, in tutto il resoconto, si è mostrata stupita che Alan Bennett non abbia subito mandato a quel paese la parassita.
Perché la signora nel furgone non era neanche in stato di necessità: aveva un conto corrente, titoli, entrate. Aveva uno spirito imprenditoriale che le ha dato pane e pannoloni fino alla fine, senza che Alan Bennett avesse bisogno di porsi domande sulla loro provenienza.
Se una signora nel furgone si installasse nel tuo giardino, cosa faresti? Saresti in grado di far valere il progetto della tua vita e metterla di fronte all'evidenza che può provvedere a se stessa senza violentare il prossimo? Uno scrittore e sceneggiatore di successo non ce l'ha fatta.
Nel 2015 La signora nel furgone è uscito sul grande schermo. L'imponente signorina Shepard è interpretata da Maggie Smith e non ho reperito notizie su un'eventuale uscita del film in Italia.

25.6.16

Le cose dell’orologio, Mario Borghi

Le cose dell'orologio è un breve romanzo che si propone come noir grottesco.
L'orologio della stazione è stato rubato e questo lascia la cittadina in preda a un turbinio di psicosi.
Come altrimenti riassumere? Dal capostazione, al maresciallo dei carabinieri, al ladro misterioso, alla petulante signora Piccionetti, ogni personaggio si ritrova a condurre la sua parte nel teatrino grottesco della quotidianità come se fosse una marionetta a molla priva di una direzione.

18.6.16

Meet you on the other side, Anna Giraldo

Meet you on the other side è letteralmente una doccia fredda.
C'è tanto mare, tanta acqua gelida, tanta libertà in giro per tutta l'Europa, con quegli strani individui che girano con le tavole da surf e che noi, finché rimaniamo pantofolai fantozziani, non possiamo capire appieno. E poi c'è quello strano tizio dai capelli rossi. È strano forte, e tocca aspettare la terza parte del libro per chiarire esattamente chi è e da dove viene.
Max, il papà di Eli, è scomparso fra le onde. Max era uno di quegli strambi nomadi che vanno a caccia di onde con la tavola da surf. Eli si trova a scoprire come prendere questo lutto, a realizzare tutta l'insofferenza che prova per la parte sedentaria della propria vita e le persone che la rappresentano, a raccogliere pian piano tasselli sulla misteriosa presenza che fin da piccola sorprendeva nella propria camera da letto.

Prima di tutto, il titolo in inglese non è un vezzo esterofilo: proprio questa frase, e in questa lingua, compare in un momento cruciale; ha il diritto di tenere insieme la storia facendo da titolo. Va di pari passo con quanto poco Eli e gli altri personaggi ricorrenti sono legati a questo o quel luogo, finendo a parlare tre o quattro lingue praticamente prima ancora di cambiare frase.
In più ci sono Eli e gli altri surfisti, che per noialtri sono come degli alieni atterrati dal pianeta Surf. Anna Giraldo ci prende e ci tuffa a viva forza nel loro mondo - e dopo averci immersi, chiude pure il tappo, si sa mai che provassimo a riemergere boccheggiando in cerca di poltrona e pantofole. È un'esperienza così coinvolgente che, se non sapessi per certo che non è così, crederei che Anna ha passato l'intera vita a spellarsi al sole e acquattarsi nell'acqua ghiacciata a caccia dell'onda, prendendo questo libro come prova.
Invece ha svolto "semplicemente" un ottimo lavoro come autrice. Un lavoro che può ispirare altri autori, mostrando che è possibile documentarsi e portare il lettore per mano, in un giro turistico alla scoperta di una realtà nuova.

16.6.16

Faber Castell Loom

Ne ho avuta una, l'ho rotta e mi piaceva così tanto che dopo un po' l'ho ripresa. È la Loom, una stilografica di fascia entry-level prodotta da Faber-Castell.

14.6.16

Dietro la scena del crimine, Cristina Brondoni

Cristina Brondoni è criminologa forense e viene in soccorso a tutti noi.
Com'è fatta una scena del crimine? Cos'è una prova? Che colore ha un caro estinto? Quanto puzza?
Dietro la scena del crimine risponde a questi interrogativi e anche altri, in una carrellata di capitoli divisi per argomento.